Riflessioni post-natalizie sull’essere genitori, o.O

E anche il santo natale fortunatamente è bello che andato, ora non ci resta che aspettare l’ingresso del nuovo anno e l’addio a quello vecchio con un sonoro vaffanculo! Quest’anno è stato… Non ci sono, per il momento parole per descriverlo, quindi lascio stare, se le troverò mi propongo di dedicarvici un intero post, niente di meno!

Ormai ho l’età in cui le persone mie coetanee iniziano a riprodursi, se non l’hanno già fatto (mia madre alla mia età, come mi ha ricordato mio padre la sera della vigilia, aveva già messo al mondo due bei pargoletti), e così più di una volta mi sono fermata a pensare all’essere genitori. Bhè, non voglio essere la solita cinica, ma purtroppo riflettendo sugli esempi più o meno diretti che ho avuto, sono arrivata alla conclusione che la genitorialità è la più grande forma di egoismo dell’essere umano. Sì, l’ho detto e,  ahimè, lo penso davvero.
La maggior parte dei genitori che conosco, e non sto parlando di chi ha dei bambini piccoli, ma di chi ha figli ormai adulti, non fa altro che biasimare la vita dei propri figli o continuare a cercare di guidarli verso il sentiero da loro e per loro stabilito. Chi più, chi meno non accetta le scelte dei propri figli o almeno non le condivide del tutto e vorrebbe che il proprio figlio continuasse a fare ciò per cui è stato messo al mondo: realizzare i sogni dei propri genitori, seguire la strada maestra su cui si è stato immesso, seguire il percorso già tracciato e per il quale è stato messo al mondo.
Sfido io a trovare un genitore che accetta fino in fondo le scelte, pur sbagliate, del proprio figlio. Sfido io a trovare un genitore che accetta la personalità troppo diversa dalla sua del proprio figlio. Quello che voglio dire è che noi figli non siamo perfetti, ma che siamo degli individui autonomi e liberi, ma i genitori non ci hanno messo davvero al mondo per generosità e per  farci essere liberi, ma semplicemente per soddisfare il loro egoismo, per dare un senso ai propri sforzi, non per un amore grande e fine a se stesso.
Sfido io, per ultimo, a trovare un genitore che leggendo questa poesia di Gibran dica di accettarla in pieno:

I Figli – Gibran

E lui disse:
I vostri figli non sono figli vostri.
Sono i figli e le figlie della brama che la Vita ha di se stessa.
Essi vengono attraverso voi ma non da voi,
e sebbene siano con voi non vi appartengono.
Potete donare loro il vostro amore ma non i vostri pensieri.
Poiché hanno pensieri loro propri.
Potete dare rifugio ai loro corpi ma non alle loro anime,
giacchè le loro anime albergano nella casa di domani,
che voi non potete visitare neppure in sogno.
Potete tentare d’esser come loro, ma non di renderli
come voi siete.
Giacchè la vita non indietreggia nè s’attarda sul passato.
VOI SIETE GLI ARCHI DAI QUALI I VOSTRI FIGLI ,
VIVENTI FRECCE,
SONO SCOCCATI INNANZI.
L’Arciere vede il bersaglio sul sentiero dell’infinito,
e vi tende con la sua potenza affinchè le sue frecce possano
andare veloci e lontano.
Sia gioioso il vostro tendervi nella mano dell’Arciere;
poiché se ama il dardo sfrecciante,
così ama l’arco che saldo rimane.

E una donna che reggeva un bimbo al seno disse, Parlaci dei Figli.

Lo so, sono dura, e se i miei genitori leggessero questo post cercherebbero con tutte le loro forze di asserire il contrario e lo farebbero probabilmente tutti i genitori che conosco e che leggessero una cosa del genere.
Dopo varie riflessioni, però, sono sempre più convinta di tutto ciò che ho scritto, ma è risaputo che io non sono cresciuta nella casetta della mulino bianco e spero, per me e per i figli che presto o tardi metterò al mondo anche io, di sbagliarmi alla grande e di essere la madre più generosa del mondo.

Bhè, che posso dirvi, questo è il degno ultimo post di un anno per così dire di m…a!
A risentirci presto, forse in un anno migliore!
Buon 2013

Sembrava la fine del mondo, e pure del blog!

Sembrava la fine del mondo, e pure del blog, e invece no. Ho bisogno di scrivere ancora un po’, anche se raramente, anche se non più di fatti troppo troppo personali.  Ho bisogno di sapere che questo piccolo spazio virtuale e solo mio esiste ancora, è una sicurezza, è come avere sempre un libro e una matita nella borsa.
Ci scriviamo presto. Sicuramente arriverà il mio solito post su quanto odio il natale, 😀
Stay tuned!
Vi lascio con questa canzone, che mi piace tanto tanto, romanticismo a go go.