Quella scintilla lì

Qualche sera fa si parlava di come e se le persone possano cambiare. Io ho sempre pensato che le persone fondamentalmente non possono cambiare, sinteticamente posso esprimere il mio pensiero, ripetendo un motto che mi ha perseguitato nel corso del 2011, attraverso la frase: “chi nasce tondo non può morire quadrato”. L’indole, certi atteggiamenti e comportamenti non possono cambiare, possiamo smussare degli angoli, cercare di attenuare certi difetti, ma solo il contorno, non le pietanze principali del nostro essere…
Quello che veramente cambia è il nostro modo di vedere. Il nostro essere, sempre lo stesso e inamovibile resta, ma non vediamo più le cose con gli stessi occhi, quella scintilla che li faceva brillare e che, in molti casi, era un nostro segno distintivo e caratterizzava anche, in un certo senso, la nostra bellezza viene meno. La scintilla con il passare del tempo si spegne. Le brutture della vita, i dolori che ci portiamo dietro, le sconfitte e l’infelicità o non serenità, se non vogliamo usare una parola così dura, uccidono quello scintillio che si leggeva in fondo al nostro sguardo.

Per quanto riguarda me, forse quella scintilla c’è stata e forse mi contraddistingueva anche, ma poi tante cose, tante battaglie sconfitte che spesso non mi appartenevano nemmeno, ma che ho dovuto subire contro la mia volontà, l’hanno fatta spegnere. Ora, a volte, in occasioni di momenti intimi che mi rendono felice riaffiora, ma resta nel fondo una specie di malinconia, perché il vecchio modo di vedere e accostarmi alla vita è perso per sempre.
E voi, ce l’avete ancora quella scintilla?