Much sorrow about nothing. Molto dolore per nulla.

Di periodi brutti nella vita, come chiunque altro direi, ne ho passati, ma questo è un periodo brutto brutto e fa più male perché non sono io a soffrire in prima persona. Anzi no, io soffro in prima persona, ma il mio dolore è quello più insignificante, è un dolore che metto da parte e nascondo perché cerco di fare forza agli altri, che a loro volta devono fare forza. É una catena, e almeno posso contare sul fatto che questa catena, cioè la mia famiglia, esiste. Però mi trovo a pensare che questo dolore sia per nulla, perché le persone che l’hanno provocato non meritano il nostro dolore, come non hanno meritato il nostro amore, di nessuno di noi. Troppo dolore per nulla. Davvero per il nulla, perché certe persone sono il nulla.

Guardo la realtà del mio piccolo paese e mi sembra che non esista una relazione vera, pura, sincera. É tutto un “quello fa le corna con questa”, “quella è una troia e scopa con quell’altro”, e via dicendo. Non so se sia dappertutto così, ma mi viene da pensare che sì è così o forse ancora peggio. Le persone provocano dolori e male agli altri così gratuitamente che tutto ciò è diventato solo un’abitudine. La cosa più brutta è che non mi meraviglio più di niente, per me è diventato normale sapere che il mondo è così. Ormai non mi disgusta nemmeno più il fatto che la maggior parte dei genitori insegna ai propri figli la differenza tra una Louis Vuitton originale ed una falsa e non gli ha mai regalato un libro, ad esempio. Non mi meraviglia più che le ragazzine crescano pensando che devono trovarsi un pollo da spennare e non che si devono creare un futuro contando sulle loro capacità e dimostrare che essere donna non significa solo possedere una certa cosa che farà piegare tutti gli uomini. Non mi meraviglia che un padre di famiglia con figli piccoli e bella moglie si porti a letto tutte le ventenni che trova sul suo cammino. Prima tutto ciò che mi faceva rabbia, avrei voluto cambiare il mondo, o, almeno, volevo ribellarmi a questa schifezza, cercavo di vedere il lato buono in ogni cosa, cercavo quasi una giustificazione: “No magari l’ha fatto perché da piccolo ha sofferto”, “Forse non è vero che l’ha fatto davvero”. La cosa più triste è che ora so che non esiste nessuna giustificazione, che tutto ciò che si racconta è vero e non mi inorridisce più. Il mondo va in questo verso ed io lo osservo, ma non mi frega più niente di cambiarlo.

Di te mi resta il tuo costumino infossato tra i miei nel cassetto dei costumi, due braccialetti comprati insieme in spiaggia e tanti ricordi felici.

Troppo dolore, per nulla.

Come dice il saggio Lorenzo: “Ogni sognatore diventerà cinico invecchiando”.