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"La vita è quello che ti succede mentre stai facendo altri progetti" (cit.)

“Anche se le ferite non si cancellano mai. Anche se quella frattura profonda su cui si è ricostruito il mondo resta per sempre lì, dietro le pieghe dell’esistenza…


E allora può sempre accadere che il vuoto si spalanchi all’improvviso, come una voragine. Può accadere che, di punto in bianco, si abbia l’impressione che tutto precipiti. Può accadere che, a tratti, la tristezza sia di nuovo inconsolabile…
Ma questo fa parte del gioco della vita. Accade a tutti. Anche a coloro che lo negano e, quando qualcosa non va, fanno di tutto per distrarsi e gettarsi nel vortice del «fare»…


La differenza è tutta lì. Basta saperlo. E smetterla di «fare» per evitare di «sentire». Smetterla di comportarsi come se non fosse successo niente… come se la sofferenza fosse inevitabile… come se agli altri non capitasse mai.
Tanto l’interiorità, prima o poi, riacciuffa chiunque. E non fa sconti proprio a nessuno.”

(“Volevo essere una farfalla”, Michela Marzano)

Voglio iniziare da questa citazione del libro che sto leggendo, lentamente per assaporare ogni parola di una storia che fa riflettere e che, per quanto mi riguarda, aiuta a capire anche noi stessi, anche per chi come me, fortunatamente, nel lottare con la vita non si è imbattuta in una malattia come l’anoressia.
Anch’io per un lungo periodo ho cercato di non sentire ciò che c’era dentro di me per fare tante cose, troppe, così da poter crollare la sera senza dovermi fermare a pensare a quel vuoto che era dentro di me e non si riusciva a riempire. Per anni ho cercato di nascondere anche a me stessa quel vuoto, illudendomi che ignorandolo sarebbe stato tutto più semplice. Nel frattempo nel fare tante cose cercavo anche di recitare, malamente direi ora, il ruolo della figlia perfetta, della fidanzata perfetta, della studentessa perfetta. Tutto perfetto. Troppo perfetto. Talmente perfetto che ad un certo punto sono crollata e ho iniziato a lasciarmi andare, perché mentre provavo a riempirlo, il vuoto si faceva più grande e niente di tutto questo riusciva a rimpicciolirlo e le ferite, che mi trascinavo dall’infanzia, erano sempre lì e bruciavano come se me le fossi fatte l’istante prima. Ho iniziato a cedere quando nel guardarmi allo specchio non riconoscevo più la mia immagine e anzi ho iniziato ad evitare quell’immagine che non mi assomigliava più. Il crollo è stato duro, perché avendo un carattere difficile (e dicendo difficile mi sto trattando bene) ho affrontato la caduta da sola, escludendo piano piano chi mi voleva bene dalla mia vita, non ammettendo mai a nessuno la mia paura, non spiegando mai a nessuno il mio vuoto.
Nel cercare di fare contenti gli altri ho smesso di fare contenta me stessa, nell’amare troppo l’altro ho smesso di amare me stessa, nell’ascoltare le richieste altrui ho smesso di fare richieste a me stessa. Mi sono persa. Mi ero persa del tutto. Ma poi pian piano, attraverso un lungo periodo da sola, attraverso tante, ma proprio tante notti senza dormire, attraverso lacrime che sembravano non voler smettere mai di cadere mi sono ritrovata. Ho dovuto tagliarmi i capelli per riguardarmi allo specchio e riconoscermi. Ho dovuto riconoscere il fatto di non essere perfetta prima con me stessa e poi con gli altri e che inseguire la perfezione è una vanità da stupidi, per capire per la prima volta che quella persona con cui convivevo da anni mi piaceva così com’era e che non avevo bisogno di recitare nessuna parte per farmi apprezzare e piacere agli altri. 
Il vuoto c’è sempre e la paura che si riapra è dietro l’angolo, ma questo per fortuna mi permette di vivere lo stesso. Certe ferite anche se non si possono e non si devono ignorare servono anche perché ogni tanto fa bene fermarsi un po’. E se il dolore sembra troppo forte mi basta rannicchiarmi nel letto al buio in pieno giorno e sentire che pervade tutto il mio corpo e pian piano si allontana.

Ora, però, dovrei provare di nuovo a lasciarmi andare con l’altro, dovrei di nuovo gettarmi a capofitto in una storia d’amore senza pensare che questa volta posso non farmi male, senza pensare che davanti ai miei bisogni dovrei mettere a volte i bisogni dell’altro o del noi. Dovrei provare ad amare di nuovo, anche se non so più se riesco ad amare. Sono sempre stata così: fredda, dura, diffidente, restia a lasciarmi andare. E non lo faccio di proposito, anzi. É che sono proprio così, e aver trovato qualcuno a cui vado bene così come sono già dovrebbe farmi riflettere e solo per questo dovrei dargli non una possibilità, ma proprio dirgli resta e non te ne andare più, ti prego. Ma non ci riesco, perché sono quella che sono e in più ora mi sento anche cinica, egoista, con il cuore congelato.
La confusione regna sovrana nella mia vita. Un attimo sento che dovrei smetterla di pensare e smetterla di essere di nuovo la me stessa di adesso e l’attimo dopo mi sembra che la me stessa di adesso non ha proprio niente che non va e che ciò che ho adesso mi va bene e non voglio incasinarmi il presente e il futuro. 
Ah, se la vita fosse più semplice o se almeno io fossi un poì più semplice.

Ho iniziato con il libro che sto leggendo e vi lascio con il segnalibro che sto usando per leggere questo libro.






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One thought on “"La vita è quello che ti succede mentre stai facendo altri progetti" (cit.)

  1. …sono passata qui tante volte nei giorni scorsi, e poi per un motivo o l'altro non riuscivo mai a commentare. sento mio questo post, mi risuona dentro in maniera assordante. ri-conosco bene tutte le sensazioni che hai descritto. seppur con dettagli differenti, la trama della mia esistenza ha avuto lo stesso break point, lo stesso vuoto, la stessa identica paura, la medesima presa di coscienza. sono passaggi questi che sono come tempeste e dopo di loro nulla è come prima. ma come succede dopo ogni tempesta, il sole si riaffaccia e noi non dobbiamo offuscarlo per paura di trovare accecante quella luce. quando si sta al buio per un pò, la luce in un primo momento da fastidio, ci vuole un pò per abituarcisi. ma quella luce è la vita… e come tale va vissuta fino in fondo. lasciati andare, amati e soprattutto lasciati amare….provaci :)un abbraccio e un sorriso.da cuore a cuore.Artemide

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