Bilancio del mese

Il primo mese dell’ultimo anno del calendario dei Maya è agli sgoccioli, quindi, come di consueto, è tempo di bilanci. Non posso dire che il bilancio è negativo, affatto, anche se ho passato l’ultima settimana con il morale sotto ai piedi, con un macigno sullo stomaco e un abisso nel petto. Lo so, sono la solita esagerata. Il problema è che mi sono già stancata di stare in questo mortorio, di non fare niente e di oziare. Sarei potuta andare in vacanza, ma purtroppo mi trovo bloccata in questo paese, perchè aspettiamo da un giorno all’altro una telefonata per un piccolo intervento che deve subire mia madre. Quindi niente spostamenti. E stare in casa tutto il giorno con i miei genitori non è il massimo della vita. E uscire e trovare tutti i negozi e i locali chiusi è deprimente. Sono in un circolo vizioso. Già non vedo l’ora che sia estate, vorrei già poter indossare vestiti leggeri leggeri e scollati, scarpe aperte e occhiali da sole, avere la pelle abbronzata e stare in mezzo alla gente che, ovviamente, dopo due giorni vorrei ammazzare con un kalashnikov, 😛 E il meglio deve ancora venire, cioè febbraio il mese più corto, ma più lungo da trascorrere, -.-‘

Per il resto proseguo per la mia strada a testa alta, non ho nessun rimpianto né rimorso per ciò che ho fatto o detto nei mesi scorsi e continuo ad essere fiera di ciò che sono diventata grazie alle mie sole forze e consapevole di quello che sono. Non ho niente di straordinario da raccontare, anche se mi piacerebbe avere una qualche bella notizia per uscire dal periodo di stasi. Sì, mi piacerebbe avere una bella notizia e uno scossone, ma purtroppo certe cose più le desideri e più non arrivano.

Ah, dimenticavo, una cosa bella è successa. Definiamola più cambiamento che cosa bella. Il primo mese dell’ultimo anno del calendario dei Maya mi ha portato “Carrie Fiat 500blu Amendola”… Un’automobile!!! Dopo quasi 8 anni di patente inutilizzata e altrettanti a sentirmi una stupida perché non riuscivo a fare una cosa semplice che mi avrebbe resa autonoma e indipendente finalmente sto riprovando a guidare!:-) E non sarò Schumacher, né adesso né mai, ma  riesco a percorrere i tragitti che voglio lentamente e mantenendo la destra e lo faccio, non per vantarmi (:P), meglio di altre persone con cui sono andata in macchina! E per me questo è un vero successo visto che avevo gettato la spugna un bel po’ di tempo fa, perché pensavo che il guidare non faceva affatto per me e anche perché alcune persone mi avevano detto fdi lasciare stare visto che “non era cosa mia”. Sì, il primo mese dell’ultimo anno del calendario dei Maya ha portato un grande cambiamento nella mia vita, un passo definitivo verso la vera indipendenza e anche la consapevolezza che posso continuare a superare quelli che sembravano grandi limiti nella mia vita. Tutto questo grazie all’acquisto, con piccolo acconto e pagamento a rate a partire da marzo (cosa che a quasi 27 anni mi fa sentire davvero grande, -.-‘), di un’automobile? Ebbene sì, una cosa così banale per me rappresenta davvero il superamento di un altro grande mio limite. 🙂

Lungo post…

Questo 2012 sembra essere cominciato proprio bene! L’altro ieri ho avuto una notizia stupenda: una delle mie più care amiche dell’università a giugno si sposa. La notizia, che all’inizio mi ha colto un po’ di sorpresa, mi ha reso una persona davvero felice, perché se si amano davvero e perché lei si merita tutto questo e se la felicità attraverso l’amore esiste, secondo me, loro la incarnano perfettamente. Ne sono davvero felice. Sì, felice è l’unica parola che può definire il mio stato attuale. E alla felicità possiamo anche aggiungere l’allegria visto che andrò da sola ad un matrimonio i cui invitati sono spagnoli, per giunta insieme alle mie fantastiche amiche dell’università, a Capri. Non aggiungo altro!

Ah l’amore, crederci un po’, e viverlo, anche se attraverso gli altri, mi fa stare bene, perché la sottoscritta ha un animo romantico e nonostante, alla veneranda età di quasi 27 ann,i sia definita, dalle sue simpatiche amiche, zitellona inacidita è una ragazza con il cuore grande grande.

C’è sempre una persona denominata “il grande amore”, credo che ci sia per ognuno di noi, o almeno per noi fanciulle, perché gli uomini (attenzione state per leggere un pensiero decisamente femminista) ci mettono una pietra sopra più facilmente e vanno avanti senza guardarsi indietro. E non è che io stia biasimando questo loro modo d’essere, ma noi donne non siamo così. Dicevo, comunque, che esiste questo fatidico grande amore e alcune fortunate finiscono per sposarselo, a noi altre non ci resta che conservargli un pezzettino di cuore e ricordarlo nei momenti di malinconia.
Poi, però, andiamo avanti anche noi, magari in modo anche più sano, incontrando qualcun altro che forse all’inizio non suscita quel brivido che  suscitava il LUI dei 20 anni, ma che, invece, ci fa stare davvero bene, anche senza scossoni, anche senza pazzie o momenti di grande romanticismo, semplicemente perché ci rendiamo conto che vorremmo accanto proprio quella persona, perché condividere con lei le nostre angustie e le piccole infamità della vita quotidiana non è così male, perché la sera avere una persona accanto che ci riscalda il letto e non ci fa sentire sole è davvero bello, perché alla fine ci scatta l’istinto di maternità e non ci basta più il nostro amato cagnolino. E tutto questo non vuol dire che ci stiamo accontentando, perché, l’ho detto un migliaio di volte e lo ripeto, io non mi accontenterei mai di uno qualunque, a rischio di rimanere zitella davvero, ma semplicemente che siamo cresciute. E sì, l’idea del grande amore a volte riaffiora e ci fa sorridere pensando al passato, perché di favole da bambine ce ne hanno raccontate fin troppe, ma se un pezzettino del nostro cuore è riservato a lui, tutto il resto è e rimarrà con chi abbiamo scelto di condividere la vita.
Io non mi lamento, per il momento sono sola, non mi butto con il primo che capita, ho vissuto un amore degno di essere definito grande e adesso come non mai so che quel pezzettino è riservato a lui e solo a lui, ma anche che indietro non si torna, che certe cose non si rivivono e che il futuro non era insieme. Ora aspetto solo, senza fretta, ma con calma, chi ha il diritto e il sacrosanto dovere di riempire tutto il resto. 🙂

Oltre alla bella notizia di cui sopra e a tutto il resto, c’è da dire che ho già superato, in modo direi definitivo, la brutta fase che ho passato verso la fine dell’anno. Mi sentivo di nuovo avvilita, triste e ingannata per l’ennesima volta. Sì ingannata, non solo da un’altra persona, ma anche da me stessa, poiché mi ero ripromessa di non cadere più nelle trappole, di non mettere ancora una volta il mio orgoglio da parte, di non umiliarmi più e soprattutto di non farmi illudere e credere di nuovo che le cose potessero andare per il meglio. In realtà, più che farmi illudere, ancora una volta, avevo solo illuso me stessa, perché anche se mi mostro sempre forte e cinica e donna del nuovo millennio forte e caparbia, alla fine sono soltanto un’ingenua. O almeno su certi sentimenti sono del tutto un’ingenua, perché, nonostante io non voglia, alla fine mi fido sempre, anzi vedo negli altri quello che voglio vedere, credendo che quello che vogliono darmi è proprio quello che voglio io, e questa è pura e semplice ingenuità. Vabbè, comunque ora mi sento di nuovo serena, e mettiamoci il cielo azzurro intenso e queste giornate fredde ma con il sole, ma questo inizio dell’anno mi sta piacendo, anche se so che a fine gennaio ci sarà un periodo un po’ duro per me e la mia famiglia. Mi sento positiva, per tutto.

Vi lascio dopo questo lungo post con una delle mie canzoni preferite, per ricordare chi se ne è andato 13 anni fa.

PS. La zitella inacidita ieri si è comprata una fantastica maglietta con su scritto: “God is a Woman”, e non vede l’ora di indossarla!!!:DDD

Presentimento

Una settimana del nuovo anno è passata e nonostante quello che scrivo, che è sempre un po’ esagerato, ma la narrazione, si sa, deve essere sempre un po’ “esagerata”, mi sento bene, ho una sensazione, un presentimento. Sento che mi sta per accadere qualcosa, e non deve essere necessariamente una cosa brutta, anche se non voglio parlare per scaramanzia e non portarmi sfiga. Mi sembra che posso ricominciare a sorridere anche con un altro organo del mio corpo e riempire certi vuoti. Lo sento e soprattutto lo spero tanto.
Sperate con me che il periodo grigio sia concluso questa volta definitivamente? 🙂

Eternal Sunshine of The Spotless Mind

Spesso penso a “Eternal Sunshine of The Spotless Mind” e ai laboratori di Lacuna. Mi piacerebbe davvero andare in quell’ufficio e prendere un appuntamento. Cancellare tutto, come se non fosse mai accaduto. Far sparire gli oggetti dalla mia vita, e tutti i ricordi dalla mia testa. Credo che solo così sarebbe davvero facile andare avanti e riprendere a vivere in tutti i sensi e campi. Spesso penso anche che ormai sono un caso clinico. Non si aspetta per due anni una persona che non ti ha mai detto che tornerà, anzi che ti ha detto che non prova più sentimenti per nessuno e che è confuso dopo così tanto tempo. Quando una persona afferma di essere confusa è già da un po’ che ha smesso di amare, figuriamoci dopo due lunghi anni. Nessuno aspetta così a lungo. Sono un caso clinico. Sto sprecando gli ultimi anni della mia gioventù, non li sto vivendo serenamente e in modo intenso, lo so, ne sono consapevole, ma non riesco ad uscire da questa situazione. Solo Lacuna davvero mi potrebbe salvare, senza il ritorno di memoria ovviamente!

Gli oggetti che sono legati a dei ricordi man mano stanno sparendo. Ci sono cose che ho tolto subito e non ho più utilizzato, altre che si sono deteriorate, altre come le calze della befana che stanno finendo di anno in anno a mia nipote. Altri, però, sono rinchiusi da qualche parte e ogni tanto inaspettatamente ricompaiono. Non ho avuto il coraggio di buttarli, ma avrei dovuto farlo e in alcuni casi ho detto di averlo fatto, ma non è stato così. Come per due tazzine nere dal fondo una giallo e l’altra arancione con su scritto “alguien que me quiere mucho me ha traido este recuerdo de Madrid”, comprate in un viaggio insieme e gelosamente conservate per una vita insieme in futuro, che non c’è mai stata, contro le quali sono sbattuta ieri, mentre cercavo un adattatore per le prese inglese da dare a mio fratello. Purtroppo ogni volta che mi imbatto in oggetti del genere mi vengono i lacrimino agli occhi e non riesco a trattenermi, anche se so che dovrei buttarli e basta senza pensarci due volte, ma non so perché non ne ho il coraggio. Solo Lacuna potrebbe salvarmi.

I ricordi, quelli poi, puoi fare di tutto ma dopo due anni ancora non se ne vanno. A volte penso che l’unica soluzione per dimenticare sarebbe quella di buttarsi a capofitto in un’altra storia d’amore, come fanno in tanti. Ma non riesco a fare nemmeno questo, eppure due anni dovrebbero essere il giusto tempo per superare il lutto, dimenticare e ricominciare con qualcun altro in un altro posto magari. E invece io mi sento sempre in sospeso. E questo essere sempre in sospeso, che come mi hanno detto si percepisce anche dall’esterno, fa sì che io resti immobile mentre il resto del mondo va avanti e ha una vita. Certo, io ho una vita, molti amici e tanti conoscenti ce li ho, ma allo stesso tempo il sentirmi in sospeso mi preclude ogni cosa, ogni incontro, ogni sorriso sincero e continuando così mi sto costruendo un futuro da sola, triste e senza amore.

Ah, Lacuna. Se esiste qualcuno mi dica dove si trovano i suoi uffici!

Ci sono

Ci sono ricordi che non si possono cancellare.
Ci sono imprecazioni che fanno sempre male.
Ci sono vuoti che non potrai mai colmare.
Ci sono assenze che pesano più di certe presenze.
Ci sono parole che farai sempre finta di non aver sentito.
Ci sono altre parole che vorresti urlare, ma sai che non lo puoi fare.
Ci sono scene da ricordare.
Ci sono sogni che avresti voluto realizzare.
E canzoni che non puoi smettere di ascoltare.

Penelope

Penelope aspetta un uomo che se ne andato. Penelope ha 27 anni e un cuore infranto. Penelope aspetta da due anni che Ulisse ritorni, ma lui non tornerà perché al contrario del suo omonimo avo non le hai mai fatto la promessa del ritorno. Penelope aspetta, mentre i proci si assottigliano e non la cercano più. Penelope non tesse la tela, ma mangia e guarda serie tv, mentre fuori le altre donne si danno da fare, anche con il suo Ulisse. Penelope non ha motivo di aspettare, non ha una promessa a cui appigliarsi, non ha un figlio che può partire alla ricerca di suo padre, non ha un cane che riconoscerà il suo padrone anche se non è più lo stesso. Perché aspetta? Perché Penelope, nonostante la ragione le dica di dimenticarlo, non riesce a pensare di dividere la sua vita con altro uomo che non sia Ulisse.

Penelope aspetta e invecchia. Penelope la sera si guarda allo specchio, mentre le occhiaie, segno che non dorme più sonni tranquilli da quando non divide più il suo letto con Ulisse, solcano il suo volto che mostra  i primi segni di una gioventù che le sfugge. Penelope vorrebbe fermare il tempo e non invecchiare. Penelope vorrebbe farsi ritrovare dal suo Ulisse dopo 10 anni con il volto della sua prima gioventù, ma sa che questo non è possibile e nessuna crema rivitalizzante potrà concederle questa grazia.
Penelope invecchia e ingrassa e sa che Ulisse non tornerà e non ci sarà più nessun uomo a cui il suo viso e il suo corpo potranno apparire belli, ma non riesce a far meno di aspettare.
A volte si chiede se è mai mancata al suo Ulisse, ma non c’è nessuna risposta al suo interrogativo, perché Ulisse non le ha fatto quella promessa e non l’ha più cercato dal giorno dell’abbandono.

Penelope aspetta mentre un nuovo anno inizia. Penelope sa che due anni sono tanto, ma 10 lo sono molti di più e la sua omonima spese 10 lunghi della sua esistenza e buttò via la sua bellezza e la sua gioventù aspettando l’uomo che le aveva fatto la promessa del ritorno. Ma  alla nostra Penelope nessun Ulisse ha fatto questa promessa, eppure aspetta…